Il rapporto scostante con Constance è intrinsecamente legato alla gestazione della raccolta di storie The Happy Prince and Other Tales, pubblicata nel 1888. Occorre precisare che nello stesso anno sia Oscar che Constance si dedicarono alla stesura di un volume dal titolo There Was Once, una riscrittura in prosa e versi di storie già conosciute (come Little Red Riding Hood e Cinderella) complete di illustrazioni. Questa comunione di intenti nasce all’interno del contesto familiare. Vyvyan Holland, figlio di Oscar Wilde, offre un ritratto intimo del padre. Descrive la sua abitudine di giocare spesso con lui e il fratello, e di raccontare fiabe o storie avventurose di cui possedeva una riserva inesauribile, adattando le trame alle loro giovani menti: “Cyril once asked him why he had tears in his eyes when he told us the story of The Selfish Giant, and he replied that really beautiful things always made him cry” (Holland 1954: 42).
La raccolta The Happy Prince and Other Tales, dedicata all’amico Carlos Blacker, è costituita da cinque racconti che nella versione originale dell’opera seguono un ordine ben preciso: The Happy Prince, The Nightingale and the Rose, The Selfish Giant, The Devoted Friend, e The Remarkable Rocket.

La stampa di queste storie è stata decisamente difficoltosa considerando che inizialmente ripetuti contatti con editori di riviste diverse si conclusero senza successo. Oscar scartò subito l’ipotesi di pubblicare le storie separatamente e contattò George Macmillan con l’idea di trasformare il contenuto narrativo in forma di libro. Dopo un’attenta analisi la proposta venne rifiutata, perché secondo l’editore era improbabile che l’opera potesse
diventare popolare.
In preda alla frustrazione per il trattamento ricevuto, Wilde si rivolse alla casa editrice David Nutt, una piccola impresa editoriale con una buona reputazione commerciale. La pubblicazione del libro venne accettata, anche se rimane tuttora ignoto il contribuito economico dello scrittore sui costi di produzione. Per le illustrazioni dell’opera, Oscar si rivolse alla prestigiosa penna di Walter Crane, pittore a olio e acquerello conosciuto come illustratore di libri per l’infanzia. Inoltre, era un autorevole esponente della generazione influenzata dai preraffaelliti e dalle stampe giapponesi: “Wilde ammirava questo precursore dello stile floreale, anche se, come disse in una lettera, non lo trovava esente da un tocco di manierismo formale” (d’Amico 1980: ix). Si suppone che l’opposizione rivolta a Crane riguardasse principalmente l’età; l’irlandese preferì sempre collaborare con persone più giovani di lui. Pertanto, le decorazioni furono affidate al giovane impressionista George Jacomb-Hood, propenso a rispettare fedelmente le indicazioni dettagliate impartite dall’autore.
Per attirare l’attenzione del pubblico, un’edizione speciale composta da settantacinque copie venne prodotta su carta fatta a mano. Ogni copia venne firmata da Wilde e messa in vendita al prezzo di una ghinea. L’edizione ordinaria era solo leggermente più piccola nel formato e di qualità ridotta, e venne pubblicata all’inizio del mese di giugno del 1888 in una prima stampa di 1.000 copie. La raccolta fu largamente apprezzata dai lettori e dai critici, un giudizio favorevole che contribuì a incrementare notevolmente le vendite. Questa ricezione fu influenzata probabilmente dalla trasformazione del giovane esteta in una figura pubblica responsabile, paragonato spesso allo scrittore Hans Christian Andersen. La rivista The World definì il libro come il più prezioso libro di racconti per bambini che mancava dai tempi di Alice in Wonderland.
Si diffuse presto un riconoscimento generale del fatto che le storie, oltre a far divertire piacevolmente il giovane pubblico, fossero in realtà destinate agli adulti. Ciò era possibile grazie alla presenza nei racconti di un tocco malinconico, amaro e satireggiante. Nel giro di sei mesi, la prima stampa si esaurì completamente. Sebbene una seconda ristampa non riuscì a seguire lo stesso andamento, il trionfo letterario della raccolta era ormai segnato.
Il successo incoraggiò Wilde a continuare a scrivere altre storie, impiegando questo genere per indagare nelle profondità espressive della sua prosa attraverso l’adozione del commento sociale e della sovversione delle norme sessuali. In questa nuova fase, riuscì a trovare facilmente editori disposti a investire nei suoi scritti (Sturgis 2018). Questi contenuti sono perfettamente aderenti alla carica anticonformista della prosa wildiana, contestatrice dei
valori ufficiali della morale borghese.
Bibliografia
d’Amico, M. (1980), Introduzione in O. Wilde, Il Principe Felice e altri racconti. Traduzione
italiana a cura di Masolino d’Amico, Milano: Mondadori, pp. V-XIII.
Holland, V. (1954), Son of Oscar Wilde, New York: E. P. Dutton & Company.
Sturgis, M. (2018), Oscar: A Life, London: Apollo.
Mediagrafia