Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori.

18 Mar , 2025 - Riflessioni

Se alzi un muro, pensa a cosa lasci fuori.

L’altro giorno ho ritrovato questa citazione di Italo Calvino tratto dal romanzo Il barone rampante.

Pensavo al concetto di muro e alla sua duplice funzione di difesa del territorio fisico e dello spazio personale.

Fin dall’antichità le mura venivano costruite per proteggere il proprio territorio dagli attacchi dei nemici. Le sentinelle posizionate sulle torri di avvistamento avevano il compito di avvisare gli altri circa l’arrivo dei popoli invasori al fine di preparare l’esercito per il contrattacco.

Sebbene queste mura esistano tuttora nella realtà materiale, con il tempo si sono trasformate in barriere emotive che l’essere umano utilizza per difendere il proprio spazio interiore. Se da un lato è giusto stabilire dei confini invalicabili come forma di rispetto dei propri valori, dall’altro si corre il rischio di sviluppare un atteggiamento di diffidenza eccessiva che, per paura o per orgoglio, conduce verso una sconfitta già segnata.

A seguito di esperienze pregresse dolorose, le nostre sentinelle interiori non riescono più a riconoscere se la persona che sta arrivando da lontano è un nemico oppure un amico. Scatta subito un segnale di allarme che invita a puntare le armi verso l’esterno per rispondere prontamente ad una possibile minaccia, definita quasi certa. Ecco quindi che l’ambasciatore di pace viene scambiato per un rivale.

Sviluppiamo un pensiero negativo perché nel nostro passato abbiamo vissuto qualcosa che ci ha colto di sorpresa, un terremoto emotivo per cui non eravamo preparati. Anticipare la probabilità di un esito nefasto ci rende sicuri rispetto all’impreparazione iniziale, ci consente di avere una forma di controllo su quello che sta succedendo. Tuttavia, chiudersi nelle proprie mura non ci assicura di essere protetti dall’attacco esterno. Cosa otteniamo se ci intestardiamo a priori sulle nostre convinzioni chiudendo la possibilità di un dialogo con le altre persone? Possiamo pretendere che gli altri capiscano i nostri silenzi?

La soluzione è racchiusa nel verbo pensare: “Pensa a ciò che lasci fuori”. Bisogna fermarsi, pensare, riappropriarsi della propria capacità di discernimento per arrivare a riconoscere chi merita davvero di avere spazio nella nostra vita, in modo tale da costruire delle relazioni realmente autentiche. Attraverso questo cambio di prospettiva, la nostra sentinella interiore non andrà in panico alla vista di una persona che sta cercando di avvicinarsi a noi; la sua corsa incontrollata, alimentata dalla paura, sarà sostituita da una decisione ferma e ponderata. Invece di alzare un muro, lasceremo, se lo riterremo opportuno, la porta aperta. Potremo scoprire che quella persona in cammino verso di noi non voleva distruggerci, bensì portare pace.

Maria Rita


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