Il Principe Felice consiglia: The ultimate introduction to NLP- How to build a successful life, curato da Richard Bandler, Alessio Roberti e Owen Fitzpatrick

21 Gen , 2025 - Consigli di lettura,Crescita personale

Il Principe Felice consiglia: The ultimate introduction to NLP- How to build a successful life, curato da Richard Bandler, Alessio Roberti e Owen Fitzpatrick

“Non sei nato con le tue cattive abitudini. Non sei nato con i tuoi talenti. Non sei nato con le tue convinzioni. La maggior parte delle cose che fai le hai apprese- così come hai imparato a camminare o a stringere la mano in maniera automatica. Hai acquisito anche le tue paure. Sapevi che esistono solo due paure naturali? La paura dei rumori forti e la paura di cadere? È tutto qui.” (Bandler et.al, 2017: 15)

Queste parole rappresentano l’incipit di un workshop incentrato sulla PNL, le cui caratteristiche fondamentali vengono delineate nel libro The ultimate introduction to NLP- How to build a successful life, curato da Richard Bandler, Alessio Roberti e Owen Fitzpatrick.

PNL: cosa significa questo acronimo?

La PNL, ovvero la programmazione neurolinguistica (in inglese neuro-linguistic programming, NLP) si presenta come un modello di comunicazione intrapersonale e interpersonale il cui obiettivo fondamentale è quello di insegnare alle persone come modificare i propri schemi comportamentali (emotivi e mentali), in modo tale da raggiungere una forma di autocontrollo personale e relazionarsi efficacemente con gli altri, ponendo di fatto le basi per la creazione di una vita di successo. Analizziamo nel dettaglio le tre parti in questione:

  1. Il termine Programmazione indica la pianificazione o la riprogrammazione delle strutture di pensiero, dei comportamenti e dei sentimenti degli individui al fine di ottenere determinati risultati;
  2. Con Neuro si fa riferimento ai processi neurologici del sistema nervoso che collega le percezioni sensoriali con il mondo esterno;
  3. Il termine Linguistica descrive il modo in cui la comunicazione verbale e non verbale influenza la codifica delle esperienze soggettive, espresse attraverso il linguaggio.

I due fondatori del metodo PNL sono Richard Bandler e John Grinder che, negli anni Settanta del XX secolo, presentarono questo approccio come uno strumento utile per la risoluzione delle fobie e dei disturbi di apprendimento. Occorre precisare che la PNL non ha ottenuto alcun riconoscimento da parte della comunità scientifica; anzi, molte volte la veridicità di questo modello è stata fortemente messa in discussione e contestata da vari studiosi. A mio parere è chiaro che la risoluzione dei conflitti interiori di cui ogni individuo si fa carico andrebbe affrontata all’interno di un percorso ben strutturato e guidato; non può essere di certo affidata completamente a delle tecniche di riprogrammazione. Tuttavia, credo che questo metodo possa aiutare le persone a decostruire parzialmente la propria esperienza soggettiva attraverso un processo di smantellamento delle credenze limitanti e di formazione di nuove prospettive mentali, senza avere pretese terapeutiche eccessive. Tutto ciò che mira al nostro miglioramento, senza recare danni a nessuno, merita di essere testato in quanto molti potrebbero essere i benefici in termini di equilibrio emotivo, una conquista da non sottovalutare. Quindi perché privarsi di un possibile aiuto?

La mappa non è il territorio

Il nucleo fondamentale alla base della programmazione neuro-linguistica ruota intorno all’idea di mappa. Nel corso della vita, ognuno di noi crea una propria rappresentazione della realtà, un insieme organizzato di idee e convinzioni che riguardano sé stessi e il rapporto con gli altri. Per comprendere il mondo creiamo una mappa all’interno della nostra mente, seguendo tre processi fondamentali.

Si parte con l’eliminazione di una parte delle informazioni. Nella mappa di una città non vengono riportati tutti i dettagli in maniera minuziosa, si tende a tralasciare ad esempio l’aspetto dei tetti e così via. Questo procedimento sembrerebbe irrilevante, fino a quando non si cancella qualcosa di importante, come un intero isolato pieno di deviazioni a causa di lavori in corso, uno spazio che si cerca di attraversare come se fosse una strada libera, priva di ostacoli, solo perché la mappa non ha registrato la loro presenza.

In seguito si passa alla generalizzazione e alla distorsione dell’informazione. La mappa di una città ha delle dimensioni ridotte rispetto alla città stessa, è piatta, poiché è stata stampata su un foglio di carta con proporzioni ridotte. Nella vita si tende in maniera analoga a distorcere le informazioni ogni qualvolta si interpreta erroneamente un determinato evento; ciò avviene ad esempio quando si ingigantisce un problema risolvibile in poco tempo.

La distorsione si verifica anche quando si attribuisce un significato a qualcosa che è accaduto, oppure a qualcosa che qualcuno ha detto o fatto. Un amico potrebbe entrare nella stanza in cui ci troviamo senza salutarci e di conseguenza potremmo pensare che sia arrabbiato con noi per qualche motivo. Di fatto, potrebbe essere stata semplicemente una svista. L’importante è rendersi conto che esiste un processo di mappatura in corso e che il modo in cui vediamo le cose non coincide con la realtà stessa. Ogni pensiero disegna una mappa che non corrisponde necessariamente con la mappa delle persone che ci circondano. I problemi iniziano a presentarsi proprio quando le mappe entrano in conflitto, quando lasciamo che una mappa costruita sui traumi del passato definisca la direzione del nostro presente e di conseguenza del nostro futuro.

Focalizzandosi sul concetto di cambiamento inteso come costante dell’esistenza, Richard Bandler pone al lettore una domanda provocatoria: “Hai intenzione di scegliere la direzione che prenderà la tua vita e il tipo di persona che diventerai, o vuoi semplicemente sederti e aspettare che la vita accada in maniera incontrollata?” (Bandler et.al, 2017: 17)

In viaggio verso la libertà

L’obiettivo della PNL, aggiunge, è la promozione della libertà personale, la capacità di padroneggiare la propria mente, il proprio comportamento e quindi la propria vita, aprendo la strada verso nuovi orizzonti esplorativi. Si parla tanto di libertà, ma cosa facciamo nel concreto per implementarla nella nostra quotidianità? Ci proviamo o rimane un discorso prettamente teorico? Si può parlare davvero di libertà se i nostri comportamenti sono manipolati dai traumi del passato?

See, there’s a real difference between the inside and the outside of your mind, and you should understand that it’s your brain and you can make it do what you want it to. You just need to be able to realize that the voices inside your head have volume controls. You can make them louder, you can make them softer, you can make them say what you want to- and in whatever tone of voice you choose. (Bandler et.al, 2017: 35)

Ed è questa voce interna che a un certo punto potrebbe farsi sempre più intensa, fino al punto di dire, anzi di urlare: “Mai più così!”. Questo grido interno si verifica quando raggiungiamo il punto più basso, il cosiddetto rock bottom, quel momento di crisi scaturito da un sentimento di delusione, insoddisfazione e rabbia. Proprio quest’ultima ci chiede di assumere di nuovo il controllo della situazione, ci chiede di non replicare un copione già visto. Come fare per soddisfare questa richiesta? La PNL ci può dare una mano.

Prima tecnica: lo sbianchettamento

Una delle tecniche proposte per l’eliminazione dei ricordi (e sentimenti) negativi è lo sbianchettamento (white it out). Il percorso da seguire è il seguente:

  1. Pensa ad un evento accaduto di recente che ancora ti reca fastidio, una situazione spiacevole a cui non vuoi pensare più o sentire di nuovo. Focalizzati sulla rappresentazione visuale del ricordo in questione- l’immagine o l’insieme di immagini che vedi nella tua mente.
  2. Prendi questa fotografia, rendila piccola, cerca di costruire una distanza sempre più grande nei suoi confronti e infine togli tutto il colore e la luminosità in essa contenute.
  3. Se senti le voci e i suoni di quella scena, cerca di affievolire la loro intensità fino ad annullarli del tutto.
  4. Rimpicciolisci così tanto l’immagine al punto tale da dover strizzare gli occhi per vederla.
  5. Quando ha raggiunto la grandezza di un puntino, buttala via. 

Così facendo, l’immagine rappresentata non solo perderà i suoi colori originali, ma sarà priva anche della carica emotiva (negativa) che le abbiamo attribuito in un determinato contesto. Personalmente ho modellato questa tecnica definendola “la spirale”, forse perché influenzata in maniera indiretta dal fascino che l’astronomia esercita su di me: dopo aver tolto il colore e la luminosità alla scena, immagino che quella fotografia diventi sempre più piccola trasformandosi appunto in una spirale che si attorciglia su sé stessa per essere infine risucchiata da una specie di buco nero che l’annulla completamente.

Seconda tecnica: l’àncoraggio

Dopo aver eliminato il ricordo spiacevole, bisogna passare alla fase successiva: l’amplificazione delle emozioni positive. L’àncoraggio, una tecnica importante nella PNL, consente di innescare uno stato d’animo positivo per il raggiungimento di un obiettivo attraverso un meccanismo neuro-associativo molto forte. Operiamo àncoraggi quotidianamente senza rendercene conto; quando riconosciamo un profumo associato a un ricordo (piacevole o spiacevole), stiamo realizzando un àncoraggio. Il nostro punto di interesse è quello di sviluppare degli àncoraggi positivi. Ecco i passaggi:

  1. Siediti in uno spazio tranquillo, lontano da possibili distrazioni che potrebbero interrompere il flusso.
  2. Riporta alla mente un’esperienza felice oppure immagina un contesto in cui vuoi trovarti in futuro. Ingrandisci l’immagine fino a percepire la luminosità e i colori vividi della scena rappresentata, focalizzando l’attenzione sulla sensazione generale di benessere suscitata. Se ti viene naturale, associa alla rappresentazione delle affermazioni positive che per te sono significative (ad esempio: mi sento amato, ho tutto quello di cui ho bisogno ecc.).
  3. Nel momento in cui questa consapevolezza raggiunge il punto più alto, ricorri all’àncora che hai scelto (ad esempio: toccare il gomito, accarezzare il viso, dare un colpetto al petto e così via; l’àncora deve essere una sola).
  4. Apprezza la percezione di questi istanti e poi riporta il corpo ad uno stato neutrale.
  5. Per verificare che l’àncoraggio sia andato a buon fine, riprendi l’esercizio ricorrendo alla stessa immagine e all’àncora associata così da poter tornare all’emozione positiva provata in precedenza.

Negli esempi citati ho presentato un’àncora cinestetica che lega l’àncora a uno stimolo fisico (il tocco di una parte del corpo), ma in realtà esistono altri tipi di àncore tra cui: l’àncora spaziale che associa l’àncora ad uno spazio fisico, l’àncora auditiva che mette in relazione l’àncora con un determinato suono e l’àncora visiva che si basa sulla visione di una certa immagine scelta come àncora. L’importante è che l’àncora sia ripetibile ogni qual volta se ne sente il bisogno, facile da ricordare e unica. Non basta una sola volta per interiorizzare questa pratica. È necessario provarla più volte fino a quando non diventerà parte integrante della nostra mappa.

Queste due tecniche mostrano come sia possibile riscrivere il passato e costruire al contempo il trampolino di lancio verso nuove esperienze, orientate alla crescita. Se sei arrivato fino a qui, vuol dire che l’argomento è stato di tuo interesse; pertanto, ti invito a provare subito i due procedimenti elencati per verificare l’efficacia del metodo. Come già ribadito in precedenza, non si ha la presunzione di stravolgere la propria esistenza, ma si tratta di sfruttare alcuni suggerimenti utili che possono apportare quelle micro-modifiche essenziali per iniziare a intraprendere un cambiamento personale. Nel prossimo articolo scopriremo altre tecniche attraverso il diario di Joe, un uomo sulla trentina che si trova in un momento di confusione: tradito da quella che riteneva essere la donna della sua vita e stanco a causa di un lavoro che non lo soddisfa più, decide di partecipare ad un workshop di tre giorni tenuto proprio da Richard Bandler. Incontrerà delle persone che lo aiuteranno a decostruire le sue credenze limitanti ed espandere il proprio potenziale, con un finale tutto da scoprire.

Nel file sottostante ti propongo la lettura di un passo del libro, estratto dal quinto capitolo intitolato “How to create a wonderful life”.

Bibliografia

R.Bandler, O. Fitzpatrick, A. Roberti (2017), The ultimate introduction to NLP- How to build a successful life, London: Thorsons


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *