In occasione della giornata mondiale della poesia, voglio condividere una delle mie poesie preferite: “Tienimi per mano” dello scrittore tedesco Hermann Hesse, insignito del premio Nobel per la Letteratura nel 1946.
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne
e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco
a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano…
portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano…
nei giorni in cui mi sento disorientato…
cantami la canzone delle stelle
dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano,
e stringila forte prima che l’insolente fato
possa portarmi via da te…
Tienimi per mano
e non lasciarmi andare…
mai…
Il testo si apre con l’immagine del tramonto che simbolicamente allude non solo alla fine del giorno, ma alla consapevolezza dell’indeterminatezza temporale della vita, scandita spesso da sfide e ostacoli che portano inevitabilmente al disorientamento. Tenersi per mano è un invito ad abbracciare le proprie fragilità e contrastare il difficile vivere.
Da piccoli le mani dei nostri genitori ci guidano e ci proteggono, indicandoci la strada da seguire. Quando diventiamo grandi, questo gesto si trasforma in un atto di fiducia nei confronti di un’altra persona con cui scegliamo di “intrecciare” il nostro cammino. Una mano che si intreccia con un’altra esprime il desiderio di voler procedere fianco a fianco, senza abbandonare l’altro, come una squadra che vince e perde insieme, diretta verso un obiettivo comune.
Tenersi per mano è un gesto che in latino ha dato origine al verbo mantenere: “manu tenere” significava appunto tenere con la mano, ovvero fare qualcosa per preservare qualcosa, affinché ciò che si costruisce possa rimanere stabile nel tempo. Tenersi per mano implica metaforicamente l’idea stessa di mantenere vivo un legame anche quando “l’insolente fato” vorrà avere l’ultima parola.
Nel video sottostante, questa poesia viene letta dal bravissimo Paolo Rossini. Aggiungo anche altre due poesie che mi piacciono particolarmente: “Io ti sognai una sera” di Pablo Neruda e “Non ho smesso mai di pensarti” di Erica Ronchi (attribuita a Charles Bukowski).
Bibliografia
Hesse, H. (2014), Poesie, Milano: Guanda Editore